La genesi del premio “Arturo Ghergo” va ricercata nella prima metà del XX secolo, quando il fotografo marchigiano lasciava Montefano e giungeva a Roma dove, ben presto, conobbe la seduzione del cinema, delle sue luci e delle sue finzioni. In pochi anni il suo sguardo si distinse per l’ideale di bellezza e di eleganza che riusciva a comunicare sulla messa in scena o dietro le quinte di un film, dove i volti e le pose assumevano la raffinatezza del glamour. La visione che Arturo Ghergo fece propria riuscì a diffondersi come una leggenda, perché leggeva negli animi della gente e interpretava i gusti e la cultura di un’epoca. Lo stile modernista e corposo dei suoi ritratti, unito alla sapienza del tratto pittorico di una fotografia ancora analogica e “artigianale”, esprimevano un’estetica nuova che apparteneva ad una società progredita e sofisticata, in cui la donna diveniva il simbolo di una cultura visiva tutta italiana. In questo senso, le fotografie di Arturo Ghergo hanno contribuito a modellare e a diffondere quel gusto e quello stile che ben presto avrebbero distinto la moda italiana nel mondo, a partire dai primi anni Venti.


Ed è in onore di tale sapiente contributo che il Premio di fotografia “Arturo Ghergo” si rivolge, da un lato, ai nuovi talenti dell’arte fotografica (sezione “fotografia emergente”) e, dall’altro, a noti e affermati artisti fotografi (sezione “riconoscimento alla carriera”). Il settore di riferimento, dunque, è quello della fotografia capace di esprime progettualità e consapevolezza, senza volutamente soffermarsi su specifici generi professionali. Ciò che si intende premiare è senza dubbio la capacità della fotografia e dei suoi migliori e più promettenti autori di fondere la società contemporanea insieme ai valori etici ed estetici. Si vuole premiare, insomma, la capacità di vedere, di inventare e di innovare.

Denis Curti, comitato scientifico Premio Ghergo

Contestualmente al Premio Ghergo è nato a Montefano un Centro di Fotografia, diretto dall’associazione «Effetto Ghergo». Le finalità del Centro, oltre alla cura del Premio, riguardano la creazione di esposizioni autonome dedicate a grandi maestri della fotografia italiana e internazionale insieme ad attività didattiche e convegnistiche che possano interessare professionisti e neofiti, con incontri, workshop e corsi di fotografia.

Il Premio consiste nell’occasione espositiva data dall’evento nel proprio Spazio Ghergo, e ogni artista cede cinque stampe al Comune, che raccoglie quindi mano a mano materiale sempre più ricco ed importante.

Vogliamo che il Premio raggiunga ancora maggiore risonanza per associare la figura del grande Ghergo, il fotografo delle dive, al nostro territorio: per farne una vetrina di attività culturali diverse e per legare indissolubilmente il mondo della fotografia alle nostre dolci colline, con un riscontro sia culturale che di promozione del territorio.